"We have to learn of better ways to keep the sovereign at bay"

Eccomi

Utente: riberio
Nome: Filippo Rebessi

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Google
 

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

sabato, 15 novembre 2008

Qualcuno che non è impazzito del tutto c'è ancora...

WASHINGTON - Prime tensioni a Washington tra i leader del G20 riuniti per discutere la crisi finanziaria internazionale. Il premier britannico Gordon Brown ha infatti bollato il protezionismo come «strada per la rovina», criticando apertamente l’ipotesi di mettere a punto un piano di salvataggio per i colossi automobilistici, chiesto invece a gran voce dal Presidente eletto Usa Barack Obama. «Credo sia molto importante mandare oggi un segnale sul fatto che il protezionismo potrebbe rivelarsi la strada per la rovina - ha detto il premier britannico in un discorso al Council of Foreign Relations di New York, riportato oggi da «The Times» - se si creano situazioni per cui alcuni Paesi adottano decisioni che non tengono in considerazione quanto accade altrove, allora avremo sempre gli stessi problemi. Oggi, la linea di demarcazione è tra una società aperta, capace di fare affari in tutto il mondo, e una risposta protezionistica, come accadde negli anni ’30, oggi assolutamente inaccettabile». La stessa linea è stata accennata venerdì sera dal presidente uscente Usa George W. Bush, durante la cena inaugurale: «Tutte le Nazioni devono evitare di cedere al protezionismo e al collettivismo a causa dei problemi che si stanno affrontando».

CRISI DELL'AUTO - Brown ha anche annunciato che l’Unione europea (Ue) è pronta ad agire contro gli Stati Uniti, davanti all’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto), qualora la Commissione europea giudicasse illegali eventuali aiuti garantiti da Washington all’industria automobilistica. Lo scorso settembre, il Congresso americano ha approvato un pacchetto di aiuti da 25 miliardi di dollari per i produttori di autovetture, ma non si conoscono ancora i tempi con cui verranno erogati tali fondi. Negli ultimi giorni era stata il Presidente della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, a sollecitare un intervento a favore dei tre colossi Usa dell’automobile: General Motors, Ford e Chrysler. Un’industria che conta tre milioni di lavoratori in tutto il Paese. General Motors ha già fatto sapere che rischia di esaurire le sue riserve di liquidità prima della fine dell’anno. Tuttavia i repubblicani si sono opposti finora a tale iniziativa.

http://www.corriere.it/economia/08_novembre_15/vertice_berlusconi_bush_washington_g20_banche_02ab58b8-b2e6-11dd-80d6-00144f02aabc.shtml

Postato da: riberio a 16:52 | link | commenti (5)

mercoledì, 05 novembre 2008

brava persona

Postato da: riberio a 11:59 | link | commenti

Obama ha stravinto, come da previsione. Io non l'ho mai sostenuto perché il suo piano economico è paternalismo socialista e rimango convinto di questo. Farà male all'america, se attuato, e di riflesso ne farà alla sinistra di governo in europa, che non aveva ancora assimilato la lezione di Tony Blair e Clinton, e che ora si ritrova, come modello vincente, un intellettuale di Chicago consigliato dai migliori behavioral economist (che in sostanza ritengono che le persone siano mosse da irresistibili pulsioni e che dunque serva un governo che le indirizzi sul cosa è bene e cosa è male). Immagino che oggi si spezzeranno le lezioni per strada con un brindisi di vino rosso, a Obama e contro l'onda del male neoliberista sconfitto. Tanti auguri.

Postato da: riberio a 08:01 | link | commenti (10)

domenica, 02 novembre 2008

Se uno legge i dati un minuto...
si accorge che uno dei problemi dell'Università italiana, in fin dei conti, è lo stesso del paese; una irrisolta e secolare questione meridionale.
Il FFO diretto alle sole Università Siciliane (Catania, Messina, Palermo) ammonta a 630 milioni di euro su un totale di circa 7 miliardi (per la precisione 7.024.133.000, stando ai dati forniti dal corriere delle sera di oggi). Poco meno del 10% del finanziamento pubblico complessivo è destinato a soli 3 Atenei (su circa 60) assolutament scadenti, tanto che chi può permetterselo non manda di certo i suoi figli a studiare a Catania, specialmente tra i siciliani. Si noti anche come al Politecnico di Milano (per citare un riconosciuto centro di "qualità" accademica) siano destinati 195 milioni di euro; a Trieste, dove c'è un sincrotrone che attrae ricercatori da tutto il mondo, 105 milioni: meno della metà di quanto viene destinato a Palermo (circa 242).
L'aggregato delle Università di Sicilia, Sardegna, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria costa complessivamente 2 miliardi di Euro. In questo quasi 30% del totale non mi risulta ci sia UNA eccellenza.
Nota curiosa: il solo complesso di Università della capitale costa 850 milioni di euro, con la sapienza che arriva da sola a 570. Bisogna sommare due Atenei grandi come Milano e Bologna per arrivare a fare la sola Sapienza...

Postato da: riberio a 12:29 | link | commenti (7)