"We have to learn of better ways to keep the sovereign at bay"

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Utente: riberio
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mercoledì, 29 ottobre 2008

Ma tra tutti gli studenti che con la bandierina denunciano che gli è stato tagliato il futuro, ce n'è uno e dico UNO che chieda al nostro incompetente ministro dell'istruzione, oltre allo stop ai tagli, che i finanziamenti ministeriali agli atenei siano ripartiti secondo criteri diversi? Un qualche indice, anche ridicolo, di qualità della ricerca in base al quale veicolare almeno il 50% (non il 2, non il 5, non il 20, altrimenti ci prendiamo per i fondelli) del finanziamento agli atenei sicuramente costringerebbe un sacco di facoltà alla chiusura. Io non ho capito qual è la proposta organica di riforma dell'università che gli studenti che espongono gli striscioni hanno in mente. Domani e dopo-domani si tengono le prove scritte di diverse migliaia di concorsi per ricercatori (oltre che associati e ordinari); è l'attuazione della legge per la stabilizzazione "dei ricercatori precari" voluta dal precedente e incompetente ministro. Per i prossimi 10 anni probabilmente non si vedrà più un concorso; quelli in arrivo seguono le solite logiche di reclutamento, ovviamente truccabili e nella maggior parte dei casi truccate. Si rinforzeranno "feudi" all'interno delle facoltà e degli atenei; qualche ordinario potrà finalmente avere ufficialmente alle sue dipendenze il "dottore di ricerca" che lo è stato in modo occulto nei 5 anni precedenti, perdendo l'opportunità di formarsi e di fare ricerca. C'è un coro o uno striscione contro questo scempio, che poi è il modo con cui si spendono i fondi destinati all'università da sempre? Come fa un "giovane ricercatore", che da un lato cerca (senza mezzi) di studiare e fare ricerca e dall'altro deve fare il possibile per assecondare i capricci - leggi: didattica non retribuita, cura di pubblicazioni INUTILI, stucchevoli e non scientifiche - del barone che gli dovrà bandire su misura il concorso, a sfilare insieme a chi lo sta prendendo per il collo?
E come fa una persona onesta a cavalcare quest'onda di protesta viziata per prendersi i voti della categoria elettorale "scuola"? O fai un discorso serio su queste cose, o non sei una persona onesta (a voi le conclusioni su chi è onesto e chi no e sul valore dell'onestà per chi vota e per chi comanda).

Postato da: riberio a 12:18 | link | commenti (11)

lunedì, 27 ottobre 2008

Change?
gregmankiw.blogspot.com/2008/10/blog-post.html

Postato da: riberio a 14:22 | link | commenti

domenica, 19 ottobre 2008

condivido...

"Per Sergio Marchionne, sul Sole 24 Ore del 17 ottobre, è inaccettabile che “siano le imprese e i loro lavoratori“ a pagare il costo della crisi. Questo è un problema. Ci sono tre tipi di agenti economici: le imprese, i lavoratori, e coloro che non lavorano. Se il conto non possono pagarlo né le prime né i secondi, rimangono i disoccupati, i pensionati, le casalinghe, e i bambini. Dubito che sia questo che intendeva Marchionne.
In realtà, c’è un altro agente: il solito, vecchio Pantalone, cioè lo Stato. E, infatti, Marchionne avanza la “legittima richiesta” di un pacchetto di aiuti di almeno 40 miliardi di euro, naturalmente per l’industria dell’auto europea. Facciamo due conti: ci sono 217 milioni di lavoratori nell’Unione Europea, di cui circa 12 milioni nell’auto. Se tutti i settori avanzassero la stessa “legittima richiesta”, il conto salirebbe a 720 miliardi. Togliamo pure le banche, che hanno già avuto; questo lascia diciamo 600 miliardi, circa i 2/5 del PIL italiano.
Il problema, ovviamente, è che Pantalone non esiste: prima o poi la spesa pubblica va finanziata con tasse, e le tasse le pagano proprio i lavoratori e le imprese. Ma Marchionne chiede anche una detassazione dei lavoratori. Qualcosa non quadra.
Come era da prevedere, uno delle conseguenze più gravi della crisi attuale è che ha messo miracolosamente tutti d’accordo sugli aiuti alle imprese. Si può capire che politici di destra e di sinistra, a cominciare dal Presidente del Consiglio, cavalchino questa tigre; ma per la Confindustria è un gioco molto rischioso. Si ha un bel dire che gli aiuti devono essere provvisori, che lo Stato deve ritirarsi appena sarà passata la buriana. Sappiamo tutti che non sarà così. E far credere che con gli aiuti pubblici vincono tutti – la politica che compra voti e consensi, le imprese, i lavoratori, e i nostri figli - è irresponsabile."

Roberto Perotti
www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1000693.html

Postato da: riberio a 20:05 | link | commenti

venerdì, 17 ottobre 2008

Chi lo firma?

http://www.meritonella133.tk/

Postato da: riberio a 07:16 | link | commenti (1)

giovedì, 16 ottobre 2008

Luca Zaia è un ignobile ministro del nuovo socialismo. Ha deciso che i fondi europei destinati per la distribuzione dei prodotti alimentari agli indigenti non lo decidono gli indigenti come spenderli (o magari le istituzioni che agli indigenti sono vicine); lo decide lui: forme di grana padano e parmigiano reggiano, con la zampetta delle onlus che ne fanno la distribuzione. Tutti contenti: sosteniamo la marca italiana (padana) in crisi, sosteniamo i poveracci aumentando loro il colesterolo. Chissenefrega se lui è in balia dei produttori di latte e formaggini vari perché lo votano; chissenefrega se, per l'ennesima volta, lo stato decide al posto dello stupido cittadino.
www.noisefromamerika.org/index.php/articles/A_caval_donato#body

Postato da: riberio a 09:04 | link | commenti

lunedì, 13 ottobre 2008

nobel a krugman.




bah.

Postato da: riberio a 12:07 | link | commenti

mercoledì, 08 ottobre 2008

Per fortuna che i saggi piani socialisti di recupero del governo americano e i tentativi europei hanno tranquillizzato i mercati...

[sono ironico ovviamente]

Postato da: riberio a 08:25 | link | commenti (5)

mercoledì, 01 ottobre 2008

Stupidità e servilismo
Il corriere della sera di oggi ospita, tra gli altri, un pezzo esemplare per stupidità e servilismo dal titolo "Le profezie sbagliate dei nobel". Ovviamente dei nobel per l'economia.
Servilismo perché l'autore ripete, come lo scolaretto alla maestra, quel che il nostro incompetente e populista ministro dell'economia, tremonti, vuole sentirsi dire: cioè che gli economisti sono dei cretini e che lui, in ragione di ciò, può fare quello che gli pare.
Stupidità perché, con tutta la buona volontà, non puoi trattare con tale incompetenza di certi argomenti ("Merton, Scholes e Fischer Black avevano «dimostrato » che basta guardare al prezzo di un attivo, non al rischio che esso ingloba, per dare il giusto valore a un altro titolo che ci viaggia sopra"; "Niente di vistoso però. Non rispetto all'elogio che Edward Prescott, Nobel del 2004, fece degli sgravi fiscali per i ricchi decisi di George W. Bush con l'America in pieno deficit per la guerra") senza prenderti del somaro.

Postato da: riberio a 09:11 | link | commenti (1)