"We have to learn of better ways to keep the sovereign at bay"

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domenica, 28 settembre 2008

Aspettiamo i dettagli, ma al 99% la distanza tra stati uniti ed europa, da 100, è diventata 10. Benvenuti anche loro nel club socialista
L'accordo è stato raggiunto

Postato da: riberio a 10:40 | link | commenti (2)

martedì, 23 settembre 2008

Zingales sulla crisi. Boldrin 1^a puntata molto promettente e originale di una "trilogia" sempre sulla stessa crisi.

Postato da: riberio a 10:18 | link | commenti

lunedì, 15 settembre 2008

Lehman Brothers è fallita; un suo managing director aveva spiegato in un incontro tenuto presso l'università di parma che era too big to fail, a meno di non avere devastanti ricadute sull'equilibrio sistemico, sui consumi, sull'ordine pubblico. Bisognava addirittura sospendere le regole sul fair value e sugli accantonamenti di vigilanza affinché questo gigante buono non soccombesse sotto i colpi scorretti dei mutui spazzatura (che hanno colto tutti di sorpresa, mannaggia!).
Quei craponi del tesoro americano hanno pensato che il sistema finanziario statunitense non potesse diventare d'un colpo un'agenzia governativa a spese dei contribuenti e hanno deciso di affidarsi alla mano invisibile. "Magari mano invisibile=mano di Dio", avrà pensato G W Bush. E forse un po' è vero, visto che grazie a questa manina tutti i fighetti della Bocconi non potranno più vantarsi di essere stati a lavorare a Merryl Lynch, visto che questa era talmente dissestata (forse anche per colpa loro?) che se l'è pappata l'ignorantissima, ciccionissma ed ex ruralissima Bank of America, senza bisogno di aiuti governativi, of course. Questo post ha un tono gioioso, ma in teoria c'è poco da gioire. Volendo prendere per buona l'opionione dei maggiori professori di finanza (italiani, americani, australiani, persino inglesi), quello di stamattina è l'ultimo caffè decente prima della tempesta perfetta. Dovrebbero accadere, nell'ordine: numerosi crolli, più o meno di tutti quelli che facevano affari con Lehman Brothers; corsa agli sportelli; nuovi crolli bancari; trasmissione al settore reale; grande depressione; New Deal! E in tutto ciò, razionamento e scarsità, anche perché alla fine di quest'ultima fase abbiamo la 3^ Guerra mondiale con la Cina (questa è l'opinione solo di una parte di professori, bisogna ammetterlo).
Tra qualche ora riapre Wall Street...vedremo. Io ho sempre detto che le banche si potevano lasciare fallire qui in questo blog. Potrebbe essere l'occasione per darmi del ciarlatano!

Postato da: riberio a 08:12 | link | commenti (21)

mercoledì, 10 settembre 2008

Cartello di criminali in azione.

Postato da: riberio a 09:16 | link | commenti

lunedì, 08 settembre 2008

Paul Krugman è un (ex?) economista liberal molto stimato. Oggi rilancia sul NYT un "germe macroeconomico" che ancora non era stato offerto al mainstream: la deflazione degli assets quotati legata al leverage effect. Cioè i gestori di fondi che, incorrendo in perdite, liquidano i propri asset, aggravando le perdite aggregate di mercato; sono gli effetti "prociclici" a cui avevo già dedicato qualche post un po' di tempo fa. La risposta di Krugman è, ovviamente, di neutralizzare questa deflazione (la deflazione è il male supremo), con più intervento sia sui tassi (tagliandoli) sia con la leva fiscale (restituzioni del genere dell'ultimo rebate, ma di maggiore entità). Fortunatamente Krugman segnala anche che questo genere di effetti è noto e formalizzato almeno dal 1933. Dunque tutti i gestori ne sono consci, e dovrebbero costruire i propri portafogli sapendo che se questi sono poco bilanciati o troppo esposti su attività rischiose, potranno essere investiti da una catena di ribassi. Purtroppo gli interventi che Krugman invoca (e che sono quelli portati avanti dai governatori americani attuali e passati) contribuiscono a neutralizzare la percezione di questi effetti potenziali, o comunque creano la consapevolezza che il governo interverrà a neutralizzarli. Il risultato è che i gestori rischiano più del dovuto e che, paradossalmente, il problema rimane li dov'è, perché gli operatori anticipano la mossa del governo, dunque non ribilanciano, non ristrutturano in modo adeguato, non si ricapitalizzano quanto dovrebbero. Anche Krugman lo nota: "When the current crisis hit, Mr. Bernanke was indeed very aggressive about cutting interest rates and pushing funds into the private sector. But despite his cuts, credit became tighter, not easier." Il suo dubbio è che non si sia fatto abbastanza: il taglio di tassi a sorpresa di maggiore entità della storia del dollaro, evidentemente, non basta. Convinto Krugman...

Postato da: riberio a 09:37 | link | commenti (2)

giovedì, 04 settembre 2008

Il sito del NyTimes offre un servizio molto utile: video e trascrizione dei discorsi delle convention democratica e repubblicana. Ho ascoltato quello di Sarah Palin; ho apprezzato alcuni passaggi non scontati sulla sua esperienza di governatrice dell'Alaska, in particolare sull'uso del potere di veto per limitare le richieste di spesa delle camere. Altra frase degna di considerazione: "I fought to bring the largest private-sector infrastructure project in North-America hystory". Il riferimento è a questo. Leggendo l'articolo, ci sarebbe stato un bando per la costruzione di questa "pipeline" che trasporta lungo tutta l'Alaska il gas naturale fino al Midwest. Costo complessivo stimato: 26 Billions. L'amministrazione ne paga 0.5, ma i dettagli non sono chiari, soprattutto i riferimento a quanto si dice qui.
Qualcuno di voi conosce qualche dettaglio in più?

Postato da: riberio a 11:49 | link | commenti (1)