utente anonimo in Marina Berlusconi e ...
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visitato *loading* volte
Update: dopo che ho letto della bella trovata di visco di mettere on line tutte le dichiarazioni dei redditi degli italiani, questo post triplica il suo senso.
Oggi ho guardato le fotografie degli scolaretti al primo giorno di scuola. (I mean... www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/senato-arrivi/16.html )
All'improvviso, mi è ripiombato in mente il perché mi piacessero tanto queste cose:
en.wikipedia.org/wiki/Minarchism
en.wikipedia.org/wiki/Limited_government
www.mackinac.org/article.aspx
video.google.com/videoplay
300 milioncini di Euro prestati al solito moribondo (Alitalia) aspettando nuove funamboliche cordate da sottoporre a veto sindacale!
Si precisa: "prestati a tasso di mercato". Sarei proprio curioso di conoscerlo questo tasso di mercato. Dovrebbe essere il tasso implicito in un junk bond. E dovremmo tutti rabbrividire all'idea che lo stato italiano, con i nostri soldi, faccia l'hedge fund.
Fantastica la spiegazione di Rutelli: "Ma vorrei che si capisse che per noi a Roma Alitalia è come la Fiat per Torino". Andiamo bene!
www.corriere.it/economia/08_aprile_22/alitalia_passera_28a61014-1050-11dd-8bce-00144f486ba6.shtml
Il Global Financial Stability Report indica le sue ricette per il superamento della crisi.
Vedi qui:
www.imf.org/external/pubs/ft/gfsr/2008/01/index.htm
Pesco dal pdf riassuntivo le soluzioni da porre in essere da parte delle istituzioni finanziarie, ai primi due punti:
• Disclosure. Providing timely and consistent
reporting of exposures and valuation methods
to the public, particularly for structured
credit products and other illiquid assets, will
help alleviate uncertainties about regulated
financial institutions’ positions.
• Bank balance sheet repair. Writedowns,
undertaken as soon as reasonable estimates of
their size can be established, will help cleanse
banks’ balance sheets. Weakly capitalized institutions
should immediately seek to raise fresh
equity and medium-term funding even if the
cost of doing so appears high.
Pro-ciclicità: una parola dietro cui si nascondono le peggiori giustificazioni per inutili revisioni di regolamenti e legislazioni, o nuovi interventi di politica economica/monetaria.
Moral hazard: una specie di comparsa, che invece dovrebbe essere la parola chiave della attuale crisi finanziaria.
Bella forza a dire che la vigilanza stile "basilea II" è pro-ciclica e che quindi, ora che le cose vanno male, bisognerebbe allentarla. A parte che la cosa è "time inconsistent"; ma il fatto vero è che è il business stesso delle banche (soprattutto quelle d'affari) ad essere fortemente "prociclico": in condizioni di mercato buone, usano il maggior merito creditizio per aumentare il proprio indebitamento (facendo raccolta, o di depositi, o sul mercato) e investono in attività finanziarie, "boostandone" perciò il prezzo. Invece, quando il mercato va male, per ricostruirsi il merito creditizio, sono costrette a venderle, accelerandone il crollo.
Tutto ciò sarebbe tranquillamente accettabile, se non fossimo usciti da un periodo di tassi prolungatamente bassi, in cui il lato bello della prociclicità ha fatto guadagnare stipendi da record a parecchi manager bancari e in cui si è diffusa l'idea che queste istituzioni finanziarie non fossero alla pari delle altre imprese private, ma che fossero qualche gradino più in alto, in una posizione strategica e cruciale per l'intero sistema capitalista.
Può sembrare un argomento morale, ma non lo è affatto: espandere nuovamente il credito (ma anche insistere all'infinito con palliativi inutili come TAF) per evitare che il manifestarsi dell' "evil side" della prociclicità porti a un crollo sistemico, è utile solo a creare una crisi futura di maggiore entità.
L'unica cosa sensata è costringere quelle istituzioni a un po' di sano e violento mark to market e a dire al mercato chi ha che cosa, ricordandoci che nessuno è invincibile.
Rileggevo un po' di commenti che ho sparso in giro su vari blog e forum: ho scritto un sacco di idiozie (particolarmente su noisefromamerika) alcune volte perché ero poco informato e volevo fare il passo più lungo della gamba, altre proprio nate (e concluse) male. Vabè!
Anzi: esorcizzerò il demonio in questo post. Metto i link alle mie sparate migliori (appena le realizzo o qualcuno me le fa notare).
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- Sulla discrezionalità delle banche centrali nella gestione della crisi, 3 Aprile 2008:
www.noisefromamerika.org/index.php
nonche: www.lavoce.info/commenti/281000334.html
- Sul rating di obbligazioni garantite da monolines, 4 Marzo 2008:
www.noisefromamerika.org/index.php
Storie di Napoletoni e classe dirigente italiana.
Un video da scaricare (finché è disponibile sul web) e da gustare.
Il protagonista è lui:
www.forbes.com/finance/mktguideapps/personinfo/FromPersonIdPersonTearsheet.jhtml
Luca Luciani
39 years old
Mr. Luciani was born in Padova, in 1967. On February 16, 2007 he was appointed General Manager of Telecom Italia (Domestic Mobile Services). Mr. Luciani began his career in Procter & Gamble in 1990; in 1994, he became Consulting Manager of Bain & Company Consulting and in 1998 Group Controller of Enel Group. He joined the Telecom Italia Group in 1999 as Group Controller; in 2002 he was appointed Chief Financial Officer of TIM and, in 2003, he was appointed Executive Assistant to the Chairman of Telecom Italia. In 2004 he became Responsible for Marketing activities of TIM and from 2004 he was Responsible for IT and Network Services and coordination of International activities. In 2005, he was appointed Chief Marketing Officer of TIM. On October 5, 2005, Mr. Luciani became Responsible for the Indirect Sales channels of the Group.
flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2008/tele030408.flv
Ecco il link.
Ma perché le banche centrali non si decidono a chiedere una tassativa e immediata disclosure su quanto di sporco c'è nei portafogli delle banche, in modo che il mercato capisca dove sta il marcio, e si tranquillizzi?
A quanto pare (bloomberg.com/apps/news) al mercato non dispiace sapere a quanto ammontano le perdite e, una volta che lo sa, è disposto anche a rifinanziarti, senza che debbano intervenire soldi pubblici a fare da materasso.