utente anonimo in Marina Berlusconi e ...
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Articolo di un paio di Economist fa sul Giappone che cambia, molto interessante:
www.economist.com/specialreports/displaystory.cfm
Chissà quanto bell'insider trading si farà tra oggi e metà Gennaio su Alitalia!
La stampa italiana è sempre più incredibile.
Giannini, credo direttore di repubblica, scrive oggi che la vendita di alitalia ad airfrance è una VITTORIA DEL MERCATO. Unica nota dolente: ci fa male al cuore vendere un CAMPIONE NAZIONALE, ma è necessario.
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/economia/alitalia-12/giannini/giannini.html : è tutto vero!
Mentre il mercato per qualcuno brinda, tanto vale ricordare i molteplici casi in cui durante l'asta sono state diffuse notizie rilevanti per il prezzo in modo scorretto e forse in vantaggio a qualcuno (non per niente la magistratura indaga su più di un caso di insider trading).
E che dire dell'asta stessa, le cui regole sono state cambiate in corso più e più volte, che in teoria doveva, già in modo ridicolo, terminare quest'estate? O dei continui ricatti sindacali?
La verità è che per il mercato, alitalia doveva portare i libri in tribunale un sacco di tempo fa, mentre è stata tenuta artificialmente in piedi con i soldi dei contribuenti, viaggiando a tariffe fuori mercato, con il doppio del personale necessario, una flotta vecchia e comunque costosissima. Il che, e ce lo ricorda anche giannini, bontà sua, le ha fatto dimezzare la quota di mercato nel periodo di massima espansione del traffico aereo. Complimenti al nostro campione; ora che se ne va, chissà che non ci lasci qualche altro conto da pagare.
Loft a Houston da 160mila dollari?
http://www.stgermainlofts.com/hi/index.swf
Apprendo or ora (da articolo Rizzo-Stella) che la commissione bilancio al senato ha cancellato il tetto agli stipendi degli amministratori pubblici e che c'è una delegazione di 52 (cinquantadue) italiani a Bali per il vertice mondiale sul clima.
Riporto la chiusura dell'articolo, molto efficace:
"...il messaggio all'opinione pubblica, dopo tante promesse, è uno solo: marameo.
Lo stesso marameo che, dalle bianche spiagge di Bali, lanciano agli italiani i componenti della affollatissima delegazione italiana al vertice mondiale sul clima: 52 persone. Dicono Alfonso Pecoraro Scanio e il suo staff che altre delegazioni sono ancora più numerose. E che l'altra volta, a Montreal, l'allora ministro Altero Matteoli si portò perfino due agenti di scorta. Sarà. Ma ci restano alcune curiosità: come mai, nel mucchio, oltre a tre rappresentanti del Comune di Milano, due della Regione Lazio, un assessore della Toscana e l'assessore all'Ambiente della Campania Luigi Nocera, riemerso per l'occasione dai cumuli di immondizia napoletana, ci sono solo due sindacalisti della Cgil e della Uil e nessuno della Cisl? Possibile che nessuno della Cisl, con una collana di orchidee al collo, avesse da dire qualcosa sul pianeta?" (S.Rizzo-G.A.Stella)
Oggi i camionisti si sono tolti dalle strade e il nostro paese ricomincia a lavorare dopo 3 giorni di stop; il Governo ha loro concesso un rimborso sui pedaggi di 30 milioni di euro per il 2007 e una tariffa minima antidumping.
La cosa è grave: ancora una volta non si lascia funzionare il mercato; si da l'idea che se blocchi una strada, qualcosa ottieni e via dicendo.
Ma soprattutto: quanto spesso accade che tutto si fermi perché qualcuno reclama attenzione? Oggi i camionisti, tra l'altro con effetti a catena devastanti. Ma prima c'erano i taxisti a roma; il pubblico impiego (con minaccia di nuovo sciopero per i fondi per il rinnovo contrattuale); farmacisti; ferrovieri (un giorno sì e uno no); controllori di volo; giornalisti.
I politici, gli economisti, ma anche gli stupidini perditempo come me, si scannano/dibattono pubblicamente su temi "elevati": meritocrazia, intervento dello stato, federalismo, globalizzazione, laicità. Io però, oggi più che mai, credo che il divario di ricchezza esistente tra noi e altri paesi occidentali (Usa, Uk, ma anche Svezia, Norvegia, Olanda, Germania e via dicendo) non dipenda tanto dal fatto che loro sono protestanti/calvinisti e noi cattolici/assistenzialisti. Il problema è: quanto meno lavoriamo noi rispetto a loro? C'è qualcuno, tra i miei pochi lettori, che ne sa di più a riguardo?
Gente, non per essere ingeneroso, ma i camionisti se proprio non ci guadagnano una lira, anziché occupare le strade, non hanno mai pensato di cambiare lavoro?
[vale anche per lattai, metalmeccanici, medici, ferrovieri, et cetera]
Suggeriscono dalla regia che da grandi lavoreremo in città serie come Milano e Londra, preferibilmente. E' senz'altro probabile, ma, alle 0.21 di questo lunedì, la cosa non mi piace tantissimo. Giusto stamattina dicevo a mia sorella: se dovessi lavorare a Milano, io non abiterò a Milano. Piuttosto a Crema, Bergamo, Como, addirittura Lodi. L'idea di ritrovarmi in uno dei tanti dormitori periferici milanesi mi disgusta. Meglio un po' di pendolarismo, con la possibilità di godersi la "freschezza" e la qualità della vita di questi piccoli satelliti.
Ma una città a misura di Business e d'uomo c'è?
Per me: Edimburgo, Dublino, HOUSTON (sì, HOUSTON), Boston, forse NY. Accetto volentieri suggerimenti.
Il corriere della sera con la nuova veste grafica sta diventando sempre più illeggibile, sia nella versione cartacea che in quella on line.
A parte tutto ciò, c'è molto da riflettere sulla morte dei 4 operai a Torino alla thyssenKrupp; assurdo che non ci sia ancora il rispetto di determinati standard di sicurezza in fabbrica. Su repubblica di oggi c'è qualche resoconto che vale la pena di leggere, su come si è evoluta la situazione aziendale e sui motivi che forse hanno determinato la tragedia, anche se ormai è troppo tardi, e forse non è opportuno trarne indicazioni di carattere generale.
Mi dimenticavo la giusta pernacchia per chavez e la sua bella sconfitta!
