utente anonimo in Marina Berlusconi e ...
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Tornano 5 minuti "serio" (a dire il vero, non ci trovo niente di frivolo in Funky Town e nei Lipps Inc...ma vabè), segnalo due articoli interessantissimi:
Il primo, di Sandro Brusco, http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Perch%C3%A9_si_dicono_tante_sciocchezze_nel_dibattito_economico_in_Italia#body che ipotizza che in Italia si segua, per la politica economica, il modello "Superfisso" (versione rozza del 'il modello dei bisogni fissi e dei fattori fissi di produzione'). L'articolo è davvero convincente nello spiegare, se si vuole, anche la forma mentis dei decisori pubblici italiani. In particolare si ipotizza l'irrilevanza del ruolo allocativo dei prezzi: esempio dopo esempio, sembra che l'evidenza empirica confermi queste ipotesi.
Secondariamente, sui subprime, un articolo del FT: http://www.nakedcapitalism.com/2007/11/why-banking-is-accident-waiting-to.html Anche questo interessantissimo (riassunto: le banche, essendo più o meno esplicitamente protette dal settore pubblico, si permettono di tenere poco capitale di garanzia e di rischiare molto: o diventano una public utility, o si espongono veramente alla concorrenza, ma così non si va avanti)
Canzone top of the week:
Funky town, Lips. Inc.

Da ieri anche in Italia c'è la class action, grazie all'errore di voto di un parlamentare di forza italia (che si è messo a piangere). Per Confindustria è una barbarie. Non ho letto il testo della legge, ovviamente, ma direi che come al solito, in Italia, le cose intelligenti sono accolte come disgrazie.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/11_Novembre/16/pop_voto_antonione.shtml
http://www.corriere.it/economia/07_novembre_16/imprese_norma_rozza.shtml
Secondariamente, mi piaceva ricordare una felice battuta di Bombassei sul rinnovo delle regole di contrattazione salariale. La CGIL ha chiesto la partecipazione del governo al tavolo. Bombassei ha detto che di CGIL ne basta una. Sciame di critiche e richieste di smentita. A me la battuta è piaciuta, perché, oibò, di tavoloni di contrattazione molto lunghi ce ne sono già troppi.
http://it.biz.yahoo.com/14112007/2/contratti-bombassei-damiano-tavolo-63-cgi.html
Giusto per memoria, Bombassei è uno dei pochi imprenditori italiani ed europei che anziché piangere sull'euro forte e reclamare contro la restrittiva politica dell'ECB, si è fatto due conti in tasca ed ha acquistato in saldo una bella aziendina nel Michigan. Ora Brembo mette i freni al 15% delle auto prodotte nell'area NAFTA (era al 2%).
Infine, io non ho mai letto integralmente la letterina spedita a Generali da quel fondo inglese (Algebris)...che ha fatto andare Barenheim a piangere da Padoa Schioppa, Draghi, Prodi. Beh, ora le leggo e la consiglio a tutti: http://www.imagebuilding.it/static/pdf/Algebris_Generali_IT_241007.pdf Dicono sia molto divertente.
Stupenda città in grigio:
Tempi duri per il banchiere centrale discrezionale.
I prezzi si infiammano, ma la colpa è prevalentemente del petrolio. Alzi i tassi, e rischi di non contrastare l'inflazione. Ma se poi l'inflazione c'è e non hai fatto niente, perdi la faccia e la poltrona. Nel frattempo, ci sono un sacco di portatori di interesse che ti attaccano. Gli industriali che vogliono tassi più bassi perché non vogliono perdere competitività rispetto ai concorrenti con altre valute; i governi, che non vogliono recessioni, perché vogliono essere rieletti, e gradirebbero una fimmatina del PIL da ribasso dei tassi; i consumatori, che da un lato vogliono "strong vigilance" perché non vogliono trovarsi coi prezzi dei pomodori (e della benzina) alle stelle, ma dall'altro non vogliono neanche la rata del mutuo (ovviamente indicizzato al libor) alta. Un vero casino. Nella testa del banchiere centrale, che è un economista e si sente molto potente sotto tutte queste pressioni (per quanto risponda teoricamente solo al suo statuto), sicuramente si agita un folletto che gli dipinge gli scenari universali che si potrebbero creare "se...". Se..."se andiamo avanti così e non tocchi i tassi, la nostra economia già ingessata si bloccherà, mentre Cina e India ci surclassano, e dio solo sa cosa potrebbe succedere se questa cosa accadesse. La scusa buona già ce l'hai: sono i Subprime! Fa anche rima! Non vorrai passare alla storia come il banchiere centrale di marmo che ha affondato il paese (europa, usa, uk, poco conta)! Abbassa i tassi e che la sorte ci assista". Mentre sta per convincersi, un altro follettino gli sussurra all'altro orecchio: "No, pensa al cosumatore, pensa alle regole, pensa agli obiettivi inflazionistici di medio periodo, non ascoltare le sirene! L'economia reale va per conto suo, se la cina ci sorpassa (ammesso che ce la faccia) non è colpa tua".
I banchieri centrali possono essere più o meno in buona fede, più o meno influenzati dalle pressioni dei vari lobbisti; rimane che, pur indipendenti formalmente dai governi, hanno statuti che, anche nelle versioni più restrittive, concedono ampi margini di discrezionalità, soprattutto nelle fasi in cui la situazione reale è difficile da interpretare, come oggi. Galimberti sul sole di oggi riassume cosa può passare nella testa di Trichet oggi. Di fatto, avrebbe "buone ragioni" tanto per abbassare quanto per alzare i tassi e anche per lasciarli dove sono. E' quasi inattaccabile in tutti i casi: se abbassa i tassi, e l'inflazione cresce, ha l'attenuante della crisi dei mutui che affligge la stabilità del sistema del credito (che è uno dei suoi obiettivi): volete il terremoto? Chi ha il coraggio di mandare a fallire qualche grande banca, con terribili e incontrollabili "effetti a catena", sul cui rischio concorda praticamente chiunque eccetto Filippo Rebessi? Nessuno.Se li alza, o frena l'inflazione (che è un suo obiettivo) o comunque fa il possibile per frenarla: se non ci riesce, ha l'attenuante della crisi per la stabilità bancaria che non gli ha concesso di alzarli prima. Se li lascia invariati, prende tempo, e fa bene: una decisione avventata può essere molto molto dannosa. Meglio meditare (e sperare che nei successivi mesi qualche stregone gli suggerisca il da farsi). La BCE ha lo statuto più rigido tra le tre, eppure, la rigidità svanisce proprio nel momento in cui ce ne sarebbe più bisogno.
Ma che senso ha tutto ciò? Che la moneta sia neutrale, e cresca secondo regole prestabilite e prefissate. Basta stregoni e sassolini.
A proposito di università, tanto per cambiare, mi è tornato in mente il dicembre del 2004. Nel dicembre del 2004 avevo appena finito il corso di Macroeconomia. L'economia politica mi affascinava un sacco. Sì: reduce da un qualsiasi liceo scientifico con professori di storia/filosofia di sinistra massimalista, è normale voler capire quali poteri governano l'ingiusto ordine generale. Dopo il corso di Microeconomia, però, la mia visione delle cose era un tantino cambiata. Greg Mankiw mi aveva segnato (nonostante un inutile dottorando, ora ricercatore, continuasse a denigrarlo). Nel frattempo, avevano insignito Edward Prescott del nobel; nel frattempo, in macroeconomia si era fatto un accenno, in mezzo a tanta tanta tanta tanta macroeconomia keynesiana, a Lucas, altro nobel. Ero esaltato: mailo uno dei docenti di economia politica II per una tesi sul lavoro di Prescott "rules rather than discretion: the inconsistency of optimal rules". Risposta: Nessuna. Fine.
http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_07/biagi_stella.shtml