utente anonimo in Marina Berlusconi e ...
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Ah il subprime fatevelo per comprare casa a Roma, si risparmia parecchio.
espresso.repubblica.it/dettaglio/Casa-Nostra/1742269&ref=hpstr1
Crisi mutui: leggere Boldrin, passionario e luminare
www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Le_borse_e_le_banche_centrali#body
Il nemico dichiarato della politica di qualsiasi governo italiano è il mercato. Inutile negarlo. Persino chi, timidamente, fa qualche riforma che cerchi di rafforzarlo si vergogna a nominarlo. Si parla di liberalizzazioni, valutazioni, ma guai a chi lo chiama col suo nome. A molti non piace per niente (partiti comunisti, ma anche Tremonti e la Lega; leggere il corriere di oggi per strabilianti conferme); ad altri piace saldamente controllato (Prodi), ad altri piace se possono metterci le mani senza che si venga a sapere (D'Alema e i Ds); altri non sanno neanche cosa sia (partiti vaticani); altri confondono il loro monopolio e i loro abbondanti quattrini con il regolare funzionamento di un mercato libero. Populisticamente lo difende Capezzone, ma per il suo futuro partito, il mercato è un oggetto sconosciuto.
E' sempre tra gli imputati, e non si è mai preso un merito.
In questo panorama, che riforma buona si può aspettare uno che nel mercato ci crede? Nessuna, se non qualche briciolina, inutile illudersi.


Giavazzi, nuovamente, mette un po' di luce:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/08_Agosto/19/giavazzi_giovannini_crisi_mutui_predicatori_lezioni_mercato.shtml
Scalfari, dopo la crisi del '29 che ritorna (http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/economia/bce-parla/scalfari-crisi/scalfari-crisi.html) nuovamente, dice stronzate:
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/economia/crisi-mutui/scalfari-meriti-ministro/scalfari-meriti-ministro.html
Prodi si accoda e rincara la dose:
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/economia/crisi-mutui/crisi-mutui-prodi/crisi-mutui-prodi.html
Chiedo l'intervento di Rudy! Save us, Rudy!

Bill Emmott (ex direttore Economist), sul corriere di oggi, dice tutto quello che c'è da dire sulla crisi dei subprime.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/08_Agosto/17/finanza_borsa_Emmott%20.shtml
(Anche se, secondo me, un problema di indipendenza e credibilità delle agenzie di rating, e della regolamentazione bancaria che si basa sui loro giudizi, c'è)
Riguardo la vendita di alitalia, c'è un articolo su noisefromamerika che credo sia giusto segnalare:
http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/La_vendita_Alitalia_e_la_teoria_delle_aste#body
E' puntuale e chiarissimo.
Il succo è: la troppa incertezza informativa del bando ha penalizzato (azzerato) il valore di alitalia per i potenziali acquirenti. Quindi la gara è fallita. Inoltre, l'asta "a busta chiusa" non è il metodo più adatto per una gara di questo genere, che a dire il vero assomiglia poco a un'asta e molto di più a un 'beauty contest'; sarebbe più opportuna la classica asta all'inglese.
La mia umile opinione è che le modalità selezionate siano funzionali a mantenere un controllo sulla nuova proprietà e sul management, perché gli obiettivi e i vincoli del bando sono talmente vaghi e potenzialmente ampi da richiedere necessariamente una "consultazione" con il vecchio azionista per capire se certi atti gestionali non "escano" o non siano coerenti con i fumosi paletti imposti.
Però, mentre mi è chiaro l'interesse a non vedersi "tagliati fuori" dei sindacati, che avrebbero poco potere di negoziare con chi legittimamente sborsasse il "prezzo più alto" tra i gareggianti, con il solo limite di rispettare pochi e certi vincoli, non mi è chiaro l'interesse del governo, che per alitalia ha dovuto sborsare quattrini a vuoto, peraltro mettendosi nei guai con l'UE.
Secondo me il governo sottovaluta il criterio, semplice semplice, del prezzo: è davvero intenzionato a sperperare il patrimonio della nostra compagnia di bandiera colui che è disposto a pagarla più di chiunque altro? Io credo di no: anzi, è il soggetto più motivato ad aumentarne il valore. L'intenzione a fare le cose per bene è intrinseca nei rialzi dell'asta: più alzo il prezzo, più dovrò fare meglio per guadagnarci. E forse è questa l'unica garanzia che può realmente rassicurare il governo e chi vede in alitalia un "asset strategico per il paese": un azionista di controllo più attento e più vigile nei confronti del management.