utente anonimo in Marina Berlusconi e ...
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Dirigismo:
www.repubblica.it/2007/01/sezioni/economia/alitalia7/lettera-tesoro/lettera-tesoro.html
(...)
Le condizioni per l'accettamento dell'offerta. Fra queste, il mantenimento delle sede legale e principale della società in Italia; il mantenimento sostanziale e la salvaguardia del marchio e del logo attualmente in essere di Alitalia ("l'identità nazionale di Alitalia dovrà essere mantenuta per 8 anni"); il mantenimento del portafoglio di diritti di traffico e loro sfruttamento; il mantenimento di un tipo di offerta che permetta di continuare a servire le attuali fasce di clientela della società e un'uniforme distribuzione del servizio sul territorio nazionale.
L'occupazione. Per quanto riguarda l'occupazione, il Tesoro fissa l'obbligo ad attenersi ai livelli occupazionali definiti dai piani industriali, "fatto salvo quanto concordato con le rilevanti organizzazioni sindacali e associazioni professionali".
Monitoraggio piano e sistema sanzioni. Il Tesoro prevedrà "un sistema di monitoraggio periodico" volto alla verifica di rispondenza del servizio offerto da Alitalia, confrontato con i requisiti minimi richiesti nel piano industriale. Saranno definiti inoltre specifici meccanismi sanzionatori volti a garantire i requis4iti minimi del servizio di network. Tra questi, adeguata presenza su tratte nazionali, internazionale e macro-aree geografiche di interesse generale quali: Nord America, Centro e Sud America, India e Estremo Oriente, medio Oriente e Nord Africa, Europa. Nel periodo di applicazione dei requisiti minimi, "in presenza di significative e misurabili modifiche del contesto di mercato, comprese cause di forza maggiore", sarà possibile modificare i requisiti indicati, previa autorizzazione scritta del ministero, che "non potrà comunque essere negata senza ragionevole motivo".
Romano Prodi e tanti altri politici non si rendono assolutamente conto del fatto che, per strada, la gente non crede più in loro. Peggio: Romano Prodi e gli altri insediati fanno finta di non sapere che il loro è un pessimo teatrino, e danno l'impressione di fregarsene alla grande.
12 punti per tenere insieme la coalizione; ci voleva proprio un genio per capire che 251 pagine fumose di programma erano una bella buffonata.
Ma non basta! Guardo i 12 punti:
1- Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea e all'Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan.
Chissà come verrà interpretata dalla sinistra radicale in caso di necessità. Ci provo:
-"La parola guerra non è contemplata nel punto 1 dei 12"
-"Seguiamo la posizione della Francia (alternativamente Germania e Spagna)"
-"Il nostro impegno nell'alleanza atlantica non è un impegno di guerra".
Salto diretto all'undicesimo.
11-Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell'esecutivo.
E commento come Vasco Rossi: Senza parole.
Gli altri 10 punti hanno in comune con questi due il fatto di essere senza significato e interpretabili a piacimento.
Ma il numero 12 è così bello...non si può non citare!
12-...Per assicurare piena efficacia all'azione di governo, al presidente del Consiglio è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto
Perché, prima come sarebbe dovuto funzionare? Ma che buffonata, è l'ennesimo specchio di quanto tutti dicono da mesi, cioè che con 9 partiti non si governa, piuttosto ci si rincorre cercando visibilità, smarcandosi, agitando un po' il proprio elettorato. La cosa tragica è che questo tran tran è partito fin dal primo giorno di governo, anzi, dalla campagna elettorale. Quella comica è che non sono stati neanche in grado di tenere in piedi il governo per un tempo decente. Neanche l'istinto di sopravvivenza.
Ma come si fa? Con che coraggio ora chiedi ancora fiducia al parlamento (che in teoria rappresenta gli italiani?).
copio incollo G.A. Stella del corriere di oggi, fotografa l'infamia alla perfezione
Prodinotti è caduto, ma io voglio andare contro corrente e non pensarci.
Penso piuttosto a quanto sono belli i nuovi corsi che sto seguendo. Non pensavo mi sarei potuto appassionare a un corso di storia, che mercoledì si è addirittura trasformato in una lezione stile "Harvard" (con domande dirette/confronto con l'aula) sull'etica del capitalismo, sulle ragioni e le necessità dei mercati finanziari internazionali.
Di molto buono c'è, in questo periodo, che gli esami e le relative tensioni sono piuttosto distanti. Durante le prime due settimane di corso ci si può permettere di seguire rilassati, e si apprezza maggiormente il privilegio dello studio (specialistico). Evviva, sono anche tornato a correre nel parco.
Oggi mia nonna ha temuto che io fossi un brigatista rosso.
Tutto risale a quando lei, iscritta alla CGIL pensionati, voleva darmi un calendario del suo sindacato, con la foto di epifani troneggiante in copertina.
Io dissi: "no grazie". Lei mi chiese:"ma perché?" Io risposi: "Epifani non capisce niente"
Lei, nei suoi 80 anni, non sapeva. Non sapeva del mio astio verso i difensori ideologici del mondo vecchia maniera. Lei non sa neanche della piega, secondo me pericolosa, che la CGIL sta prendendo, quella del "sindacato dei diritti di tutti", il che la porta a cercare spazi e occasioni di rappresentanza in luoghi oscuri (soprattutto tra gli immigrati); nemmeno si capacita della svolta movimentista di questo sindacato, i cui rappresentanti locali 40enni non disdegnano la frequentazione di CSA e affini.
Le ho poi spiegato per telefono i motivi per cui, secondo me, Epifani non capisce niente. Ora pensa che io sia troppo di destra.
Pre uscita poco conveniente per i miei obblighi di studente, faccio un breve riassunto sulla mia emotività bambinesca.
Le mie paure recenti riguardano il futuro, il che per me è insolito, visto che mi comporto sempre come mr.ottimismo, mr. tutte le cose si risolvono e le risorse si allocano nel modo più efficiente possibile, se non ora, tra poco. Il futuro immediato è fatto di una settimana di lavoro e di un esame lungo subito dopo; il futuro di medio termine prevede nuove lezioni e una proposta lavorativa da valutare. Il futuro futuro, invece, un trasferimento (spero) verso luoghi più ameni, ma con l'incubo di perdere i miei nuovi amici che si è improvvisamente materializzato. Ma sei stupido? [Sì] Le consuetudini universitarie, che comunque ora non sto esercitando, sono deliziose. Il lunedì, dopo lezione, la ceres con Riccardo, disquisendo, in bilico, di politics, policy, etica, finanza, macroeconomia, donne. Le discussioni infinite notturne nella cucina della Gea (con la Gea). I tragitti autostradali con Vito. La polenta taragna coi gnari.
Continuo quando torno a casa, ora esco.
Rieccomi. Non proseguo nella lista, che comprenderebbe tante piccole cose, come i ponti illuminati la sera, ma insomma: studiare e vivere a Parma, che pure non è la mia città ideale, ha decisamente un suo perché. Tanto che l'idea di starci lontano per una decina di giorni mi mette malinconia. Forse sono questi distacchi forzati degli ultimi tempi, che mi hanno portato a pensare come sarebbe meno bello se all'improvviso tutto ciò non ci fosse più. In realtà, è naturale che le cose cambino, perché lo hanno sempre fatto e sempre lo faranno. A ogni equilibrio sconvolto se ne sostituisce un altro leggermente diverso, e nel frattempo si cresce. Solo che in questo momento, forse perché qualcosa di importante c'è tra le cose nuove che ho costruito, vorrei che tutto ciò avvenisse più in là. Ma mi rendo conto che è una specie di richiesta infantile (e dopo tutto, l'avevo premesso fin da subito che in questo post si trattava di riassumere la mia emotività bambinesca).
Sono quasi le 4, vado a letto.
"...In tale contesto si colloca il delicato tema, che alimenta da tempo il dibattito dottrinale e giurisprudenziale, del contemperamento dell'esercizio della direzione unitaria (...finalizzato alla realizzazione dell'interesse di gruppo) e il riconoscimento della necessaria autonomia alle diverse entità del gruppo, quali centri autonomi di rapporti giuridici e patrimoniali e singolarmente obbligate al perseguimento di una sana e prudente gestione".
Rainer Masera, prorettorone per qualcosa alla LUISS GUIDO CARLI, 2006
Gli economisti, certe volte, hanno veramente del tempo da perdere. Questo trafiletto, secondo me, è buona testimonianza di come si possa tirare a 150 pagine citando ossessivamente regolamenti e norme, rimandando continuamente ad altri autori, senza avere nulla di significativo (o di nuovo) da dire.