"We have to learn of better ways to keep the sovereign at bay"

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giovedì, 28 dicembre 2006

Riporto qui il "Carta canta" di oggi di Travaglio, su repubblica on line.
Come è degenerato l'umberto :(

www.repubblica.it/2003/k/rubriche/cartacanta/28dicembr/28dicembr.html

"I preti pensino all'anima, lascino stare la politica. Il peggior governo laico è sempre meglio del miglior potere teocratico. Ringrazio Napoleone che ha portato la fine del potere politico della Chiesa; basta con chi vuole controllarci in camera da letto e nel cesso. La Chiesa pensi a imitare Gesù che diceva di andare per il mondo a piedi nudi, invece di stare nei palazzi a mangiare e bere e a fare magari qualcosa altro. Lo dico perché sono un uomo di profonda spiritualità" (Umberto Bossi, Ansa, 4 settembre 1997)

"Siamo i più puliti e soprattutto non facciamo accordi con i preti"
(Umberto Bossi, Ansa, 17 ottobre 1997)

"Il Sud è quello che è grazie all'Atea Romana Chiesa, con i suoi vescovoni falsoni che girano con la croce d'oro nei paesi dove si muore di fame: il principale potere antagonista dei padani"
(Umberto Bossi, Ansa, 3 agosto 1997)

"La Chiesa è l'altra bretella del regime del partito-stato, insieme ai sindacati. La Padania deve combattere contro il nazionalsindacalismo e il nazionalclericalismo. Sono lontani i tempi di Giovanni XXIII, il gran lombardo: ora è arrivato il papa polacco, che ha portato la Chiesa a interessarsi molto di più del potere temporale invece che del potere spirituale. I vari casi Ior e Marcinkus sono lì a dimostrarlo" (Umberto Bossi, Ansa, 9 agosto 1997)

"È da un anno che il potere teocratico dei vescovoni, gli zuccotti rossi, ci martella sistematicamente: pensassero alle anime, piuttosto che agli affari o alla politica"
(Umberto Bossi, Ansa, 5 settembre 1997)

"È ora di mandare la guardia di finanza da certi vescovoni per sapere dove vanno i soldi che hanno raccolto per i poveri. I veri razzisti sono i buonisti, associazioni caritatevoli, tipo Caritas. Agiscono per un solo scopo: riempirsi il portafogli. Come il caporalato delle parrocchie: miliardi di euro in nero gestendo badanti, cameriere eccetera. Sappiamo chi c'è dietro, quali associazioni hanno perso il Dio che sta nei cieli, sostituendolo col dio denaro"
(Umberto Bossi, Ansa, 9 settembre 2002)

"L'hanno fatto apposta a Natale perché è la festa della famiglia'. Così il leader della Lega Umberto Bossi si è espresso sulle ultime decisioni del centro sinistra sulle coppie di fatto. 'Hanno voluto farlo apposta per dare uno schiaffo alla Chiesa e al Cristianesimo, non si spiega altrimenti'" (Ansa, 9 dicembre 2006).
"Gli omosessuali hanno i loro diritti, ma bisogna vedere quali sono questi diritti. Io ribadisco che se i diritti si fanno discendere dalla famiglia parallela, si rischia di dare una mazzata ai valori della famiglia tradizionale, e soprattutto al Cristianesimo"
(Umberto Bossi, Corriere della sera, 16 dicembre 2006)

"Di famiglia il nostro popolo ne conosce una soltanto, ed è quella che si vede nel presepe: la famiglia è quella. Guai a chi vuol dare fondamento giuridico a un altro tipo di famiglia, istituzionalizzando le coppie di fatto, specie quelle omosessuali. Non riesco proprio a capire come sia possibile che tanti cattolici si dichiarino tali e poi abbiano fatto proprio sotto Natale il bel regalo dei Pacs, alla Chiesa e anche a Gesù Bambino. Ripeto: l'innalzare le coppie di fatto a famiglia parallela, è un scempio e porta guai"
(Umberto Bossi, Libero, 16 dicembre 2006)

Postato da: riberio a 12:39 | link | commenti (1)

mercoledì, 27 dicembre 2006

Quando ho qualche pensiero che mi tormenta, prima aspetto che mi logori per bene meningi e stomaco, e che alteri il mio equilibrio ordinario; poi, varcato il limite, faccio una bella passeggiata, per riportarmi la serenità necessaria a superarlo (o forse è la passeggiata stessa una fase del superamento).
Oggi sono dunque andato ad affaticarmi un po' a Bergamo, capitale orobica. Bergamo è una bella città, innanzitutto perché dalla sua posizione domina la pianura e può guardare tutti dall'alto al basso, e lo fa in modo silenzioso, ma consapevole del proprio privilegio.
Il viaggio in treno l'ho fatto completamente avvolto nella nebbia, che si è intensificata a Treviglio, per poi diradarsi quasi del tutto entrando in città. Ne è rimasta giusto un velo, in basso, perfetto per sfumare il passaggio tra città bassa e città alta, le cui mura sembravano davvero galleggiare sul grigio della fumana.
Bergamo è senz'altro una città di gente ardita e a cui non fa paura la fatica: qualsiasi via pedonale per salire in città alta, in tempi ragionevoli, richiede un minimo di gamba e di volontà. Bergamo mi ha dato anche l'impressione di essere piena di sportivi, perché raramente mi è capitato di vedere così tanta gente di corsa in una giornata invernale, con la brina ad imbiancare tutti gli angoli in ombra.
Io ho fatto su e giù un po' di volte, andando fondamentalmente a caso, e ho scoperto alcune vie che scendono costeggiando i lati vergini dei colli che dominano la città. Tanti piccoli spazi di evasione a portata di mano, in mezzo ai boschi, che fanno comunque parte della città. Bergamo ha seguito uno sviluppo urbanistico a misura di "uomo lombardo" (ammesso che la categoria esista anche al di fuori del mio cervello): le cose belle e le soddisfazioni immediatamente a portata di mano, non ci sono, te le devi comunque guadagnare con un po' di fatica.
La città alta, come forse ho già lasciato intuire, è una perla, fatta di stradine strette e inclinate, di palazzi nobili e affrescati, alcuni addirittura modellati nella roccia, e culminante nelle adiacenti piazza del duomo e piazza vecchia. Se Cremona ha la verticalità impressionante del torrazzo a rendere speciale piazza del comune, piazza Vecchia ha una sorta di metafisicità, piccola e sospesa com'è. Non avrei potuto pensare posto migliore per una sede universitaria, in effetti (e l'uni di BG ha sede proprio li). L'ho immaginata come come una scuola di vita, per pochi, che costringe alla riflessione e all'analisi, mentre faticosamente si sale e si scende tra città dell'uomo e città delle idee. A quanto ne so, però, l'ateneo bergamasco non gode di gran salute...

Altre cose apprezzabili:
-C'è 1 bell'anello ciclabile/pedonale che circonda la città alta e che segue il corso di un torrente; complessivamente sembra che pedoni e ciclisti abbiano la considerazione che spetta giustamente loro
-I mezzi pubblici sembrano efficienti
-L'accento e la parlata assomigliano ai nostri, molto più che quelli di Brescia e Milano :)
-La gente, per strada e in qualche bar, mi è sembrata cortese e generosa, e molto lontana dallo stereotipo di bergamasco scorbutico a cui un po' tutti facciamo riferimento. Basta davvero un accento un po' più forte a spaventarci
-La città è piuttosto pulita

Cose che non mi sono piaciute:
-La stazione è piccola, inadeguata al traffico, degradata. non siamo ai livelli di Brescia, ma poco ci manca.
-Gli immigrati, che nella maggior parte mi sono sembrati poco integrati (non sarà ovviamente solo colpa loro)
-Una panchina nei pressi del giardino botanico, con romantica vista sulla pianura, che, dai rifiuti, sembra anche essere la sede di numerose fumate cannoniche (e forse anche canoniche) sicuramente notturne. Cosa aspettano a piazzarci una telecamera? I ragazzi possono anche trovarsi a fumare in qualche piazzetta più anonima

Ho detto tutto, eccetto l'ultimo ricordo "impagabile": il fumo dei camini che spuntano dalla nebbia, visti dalla sospensione irreale della città alta. Un ultimo buon motivo per pensare che Bergamo sia una bella città in cui vivere.

Postato da: riberio a 19:02 | link | commenti (1)

martedì, 26 dicembre 2006

svejete foeura!

Postato da: riberio a 18:38 | link | commenti

sabato, 23 dicembre 2006

"Mi sento grande come una città come una città
una gigante-e"



Postato da: riberio a 13:01 | link | commenti

lunedì, 11 dicembre 2006

Ho un problema grave (forse): non so se certe cose di cui ho nitida memoria le ho sognate o sono accadute realmente. Il problema è che in base a queste cose dovrei impostare un paio di dialoghi, che credo siano reali. Bo.

Postato da: riberio a 12:14 | link | commenti (9)

venerdì, 08 dicembre 2006

Maura: Filippo, io spesso ho dei dubbi (su di te)
Filippo: Che cazzo dici mamma?
Maura: Io non so
Filippo: Dubiti della mia intelligenza?
Maura: No, della tua psiche.

Postato da: riberio a 12:20 | link | commenti (1)

Stanotte ho sognato che:
ero in una città con una (bella) via centrale in discesa, piena di bar gestiti da italiani e da alcuni extracomunitari; in città c'era una festa, e tanta gente andava su e giù per questa via. Io, dopo alcune vasche, mi accomodavo in un bar sistemato piuttosto in alto: era gestito da Beppe Severgnini, a cui ho domandato 2 spume al ginger. Mentre assaporavo il ginger (che assomigliava più uno spritz con campari a dire il vero), severgnini e un altro misterioso gestore discutevano della bellezza della bassa bergamasca, e severgnini obiettava di non essere contro i sudisti. Una bambina giapponese arrivava poi al bancone per pagare 16 ginger e 11 sambuche, con una american express.Qualcuno sospettava che non fosse valida.
Dopo un laborioso lavoro di conversione, si arriva al responso di 45 euro per le bevute. Ricordo anche che lungo la via, c'era qualcuno che stava esagerando: in alcuni bar si consumavano droghe alla luce del sole, da quelle pesanti a quelle leggere, e la gente, anziché protestare per l'indecenza, si limitava a guardare il bar di fianco. Ed era questo il motivo per cui ero andato a rifugiarmi nel bar di severgnini. Correva anche voce che, in uno dei bar più in basso, ci fosse stato un omicidio.

Poi mi sono svegliato.

Ciao

Postato da: riberio a 10:29 | link | commenti (2)