"We have to learn of better ways to keep the sovereign at bay"

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Utente: riberio
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martedì, 30 maggio 2006

Da oggi Elisa è anche devota.
Ha fatto benedire la casa mentre non c'era nessuno.
Da notare che lei qui manco ci vive.

Cristo.


Postato da: riberio a 20:20 | link | commenti (1)

domenica, 28 maggio 2006

Ho scoperto che  mia sorella:

-ama Vinicio Capossela, non fisicamente
-va saltuariamente in moto a Milano all'alba


Speriamo solo di non doverla ripescare in galera.

Postato da: riberio a 14:35 | link | commenti (3)

sabato, 20 maggio 2006

Io vi consiglio di leggere Luigi Zingales, un grande (veneto).
Prendo da un suo articolo sul Sole24 di oggi il seguente ragionamento illuminante:

1-Lo stato italiano fornisce l'università quasi gratuitamente (meno di 1000 euro l'anno in media)
2-Allo stato italiano uno studente costa mediamente 15000 Euro l'anno
3-Lo stato italiano, anziché fare pagare rette bassissime, che avvantaggiano i ricchi che sarebbero in grado di pagarne di più alte, li presti direttamente allo studente, che così sarà davvero libero di scegliere quello che vuole, e che sarà anche responsabilizzato, e portato a scegliere meglio l'ateneo. Il costo è lo stesso!

Il risultato è secondo me un bel meccanismo virtuoso, e semplice da attuare; le università così davvero si farebbero concorrenza, si potrebbero creare delle eccellenze vere, più che atenei enormi che racchiudono tante facoltà mediocri. Il rettore, davanti a questo "potere" guadagnato dalla domanda, sarebbe costretto a fare delle scelte di sopravvivenza: non si sceglie una materia da inserire in un corso di studi perché è forte la "corporazione" che c'è alle spalle, ma perché altrimenti gli studenti, se l'offerta formativa non è all'altezza, se ne vanno altrove.

Qualcuno lo ascolti, perpiacere.

Postato da: riberio a 14:30 | link | commenti (1)

con la consueta lucidità,
Giavazzi
scrive:


"E’ certamente vero che i nostri imprenditori privati hanno spesso privilegiato la rendita rispetto ai progetti industriali... Ma la soluzione non è uno Stato che si sostituisce ai privati mettendosi a scommettere su progetti industriali e a promuovere alleanze tra imprese.
Questo è il mestiere degli imprenditori privati. Lo Stato non rischia mai nulla, quindi non può essere un buon imprenditore. Per evitare che i privati siano allettati dalle rendite, un governo deve limitarsi ad eliminarle, liberalizzando e regolando i mercati."

Spero che chi è ora al governo lo legga.

Postato da: riberio a 10:53 | link | commenti (4)

giovedì, 18 maggio 2006

News from Corriere.it

"CECCANO (Frosinone) - Sabato alle 12 in piazza del Municipio a Ceccano (...) nel corso di una manifestazione pubblica, sarà bruciata una copia del libro Il Codice da Vinci, giudicato «un volume blasfemo che offende gravemente Gesù Cristo»."

Io il codice della mazza non so neanche di che cosa parli, ma questa è un'occasione buona per ribadire la mai tramontata necessità di

secessione, o almeno separazione da roma, dal vaticano e dalla ciociaria

COGLIAMO LA PALLA AL BALZO

Postato da: riberio a 21:50 | link | commenti (4)

martedì, 16 maggio 2006

Joe: Uno, due, tre, quattro, cinque, sei... Sei, il numero perfetto!
sgherro: Non è tre il numero perfetto?
Joe: Già, ma io ho sei colpi qui dentro

Postato da: riberio a 14:24 | link | commenti (1)

lunedì, 15 maggio 2006

La parete nord del Civetta rimane nel cuore perché coniuga l'eleganza, la verticalità e la leggerezza, la bizzarria delle Dolomiti con l'imponenza delle grandi pareti.

Postato da: riberio a 22:27 | link | commenti (1)