"We have to learn of better ways to keep the sovereign at bay"

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Utente: riberio
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domenica, 23 aprile 2006

Il fatto che l'energia vada oltre quello che vediamo rappresenta una grande conquista per le mie sessioni televisive.
L'Enel me lo ha insegnato in questi giorni con spot sempre diversi e ben confezionati.
Ma se dall'enel comunque non si scappa, perché fanno gli spot?

Postato da: riberio a 22:02 | link | commenti (4)

sabato, 22 aprile 2006

[Questo post potrebbe sconfinare in una poco interessante operazione di promozione turistica]
Ieri io e Lau siamo rientrati da una bel viaggettino di 5 giorni in Val Pusteria, che abbiamo girato un po' con la bici.
Impressioni e ricordi sparsi, a cavallo fra Italia e Austria:

- Il confine Italo Austriaco, per i ciclisti, non esiste. Non c'è neanche un cartello che segni l'avvenuto passaggio del confine. E' stata un po' una delusione.
- La val Pusteria, secondo me, è più bella in Italia; in Austria è alla pari solo fino a Sillian
- Gli Austriaci curano le loro casette e i loro giardini con più "gusto" degli italiani
- Gli Italiani curano meglio i prati e i boschi, rispetto agli austriaci
- In Val Pusteria l'italiano lo conoscono e lo parlano tutti senza apparenti rimostranze, cosa che invece non avviene in Val di Fassa e Gardena.
- La Famiglia Panzerberger gestisce un bel campeggio al lago di Dobbiaco, che ha anche un ristorante dove si mangia veramente bene, anche la pizza
- I Loacker si fanno (anche) vicino a Sillian
- Dobbiaco e San Candido sono un po' una fotocopia; molto meglio Villabassa
- La Fischleintal (mi rifiuto di scrivere l'equivalente italianizzato) è silenziosa e maestosa fin dal suo ingresso; spero di addentrarmici nel prossimo futuro
- Se in futuro aveste voglia di campeggiare a metà Aprile in Val Pusteria, considerate che di notte può fare molto freddo, anche con tutta l'attrezzatura idonea per l'occasione
- Braies, e in particolare la frazione di San Vito, sono una cosa speciale; mano a mano che si sale si scoprono montagne invisibili dalla valle, che proteggono questo angolo felice, dove la strada non è mai piana; è stata un po' la sorpresa del viaggio
- Brunico è impressionante per pulizia, ordine, razionalità urbanistica; in questo batte senza dubbio Lienz
- L'ostello di Dobbiaco è ricavato all'interno di una struttura imponente: l'ex Grand Hotel di Dobbiaco. La somiglianza con l'Estes Park di Shining è forte, e inquietante.
- Verona è (molto) bella
- Da Bolzano in su è una cosa, da Bolzano in giù decisamente un'altra
- I giardini pubblici e i giochi per bambini, in Val Pusteria, sono avanti anni luce
- Il treno è straordinariamente comodo per viaggiare in Val Pusteria; un trenino che va avanti e indietro per la valle, tra l'altro, è bello da vedere. Ma perché li hanno smantellati tutti in montagna, in Italia?

Complessivamente, il tour mi ha fatto davvero bene.

Postato da: riberio a 12:41 | link | commenti

sabato, 15 aprile 2006

Pietro Ichino, è sempre più tosto: ce l'avrà il gessato?

Una circolare applicativa severissima, pronta per essere emanata nei giorni prossimi, che mostra come quella stessa legge possa paradossalmente costituire uno strumento di contrasto al lavoro precario molto più drastico di quanto non possano le misure proposte dal centrosinistra e dalla stessa Cgil. La circolare in attesa di emanazione riguarda il «lavoro a progetto», che nel settore privato sostituisce le vecchie collaborazioni autonome coordinate e continuative (co.co.co.): qui la nuova legge interviene con una disciplina finora applicata in modo a dir poco indulgente dalle autorità amministrative, ma la cui applicazione rigorosa porterebbe alla soppressione di centinaia di migliaia di «lavori a progetto» fasulli. Su questa materia due anni or sono il ministro del Lavoro aveva optato per un orientamento interpretativo molto lassista (circolare n. 1/2004), che nella sostanza annullava il contenuto restrittivo della nuova norma. Ora invece egli ne pone puntigliosamente in rilievo tutti gli elementi volti a impedire l'utilizzazione disinvolta del «lavoro a progetto»: l'interesse del committente dev’essere strettamente temporaneo e non coincidente con la normale attività dell'impresa; oggetto del contratto non può essere dunque un'attività «ripetitiva e predeterminata»; il «progetto» deve essere ben definito e circoscritto; il collaboratore dev’essere del tutto libero nella scelta sul come e quando lavorare; l'ispettore deve addirittura diffidare delle situazioni nelle quali il collaboratore lavora per un'unica impresa (come accade nella quasi totalità di questi casi), essendo tale «monocommittenza... indiziaria di una non genuina fattispecie di collaborazione a progetto». La circolare si spinge a individuare i settori considerati più a rischio, sui quali deve concentrarsi l'attività ispettiva: call center , scuole private, autoscuole, attività di marketing , merchandising , servizi di pony express , pulizia, distribuzione dei giornali, lettura di contatori, babysitter , agenzie ippiche, e alcuni altri (manca, sorprendentemente, l'editoria, dove pure le collaborazioni continuative autonome sono molto diffuse: honny soit qui mal y pense !).

In tutti questi settori l'applicazione rigorosissima della legge secondo le nuove direttive di Maroni avrebbe l'effetto di spazzare via non meno del 90% delle collaborazioni continuative; e i dati disponibili lasciano presumere che, in questo caso, non più di una o due collaborazioni su dieci si trasformerebbero in posti di lavoro regolare stabile. Nell'immediato - in attesa di una riforma ulteriore della materia, che non si farà comunque in quattro e quattr'otto - la polpetta avvelenata lasciata in eredità dal ministro uscente porrà il suo successore di fronte a una curiosa alternativa: confermare la linea dura, usando proprio la legge Biagi per contrastare la forma più grave e oggi più diffusa di precariato, oppure - per non rischiare la perdita di centinaia di migliaia di occupati - addolcire quelle direttive per depotenziare l'effetto di contenimento che la legge potrebbe produrre.
In entrambi i casi risulterà evidente una cosa: non è certo la legge Biagi a favorire questa forma di lavoro meno costoso e meno protetto; la sua applicazione rigorosa produce semmai l'effetto opposto. E le altre forme di lavoro non stabile? «Lavoro a chiamata» e «contratto di inserimento» stanno avendo di fatto un'applicazione ridottissima; il nuovo apprendistato sta faticando molto a sostituire i vecchi contratti di formazione e lavoro, ora soppressi; il lavoro interinale tramite agenzia continua per la sua strada senza sbalzi, anche perché la riforma non ha portato alcuna modifica rilevante rispetto alla legge Treu del 1997 che lo aveva istituito. Applicazione molto ridotta stanno avendo anche lo staff leasing e il job sharing , che non sono comunque forme di lavoro a termine, ma di lavoro stabile, cui si applica l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori.
La verità è che la legge Biagi, nonostante i suoi stessi contenuti, è stata assunta dal governo Berlusconi come simbolo della propria velleità di liberalizzare il mercato del lavoro; e, simmetricamente, è stata assunta dalla Cgil come simbolo della tendenza del mercato del lavoro a produrre un maggior numero di lavori precari. Ma il precariato non nasce da lì; e non è certo cancellando un simbolo che si risolve il problema.

Postato da: riberio a 13:33 | link | commenti

giovedì, 13 aprile 2006


ci faresti affari con lui?
Io sì, ha il gessato.

Postato da: riberio a 22:44 | link | commenti (1)

mercoledì, 12 aprile 2006

Ma perché sempre in Italia (e in particolare a roma) queste menate?
Siamo veramente peggio di una qualsiasi repubblica post comunista dell'europa dell'est...ma come cavolo si fa a trovare per strada 2 giorni dopo le elezioni scatoloni con schede votate all'interno? Ora, voglio credere che non ci sia niente di male dietro, ma le procedure sono chiare: il presidente del seggio deve portare tutto in comune (che ha allestito un luogo apposito) alla fine dello spoglio...perché l'idiota le ha lasciate nel seggio?

no words, from bananas republic

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/04_Aprile/12/scatoloni.shtml

Postato da: riberio a 10:41 | link | commenti (1)

martedì, 11 aprile 2006

Sorte ironica, ma tutto sommato anche razionale: proprio gli italiani residenti all'estero, nell'immaginario collettivo mafiosetti, mangiapizze, suonatori di mandolino, vittime dell'ilarità italiota del nostro EX premier, si ribellano e assegnano i seggi decisivi per la vittoria al senato del centrosinistra. Forse non sopportavano più le battute dei colleghi; forse, essendo lontani e meno influenzati da un contesto avvelenato e fuorviante, hanno deciso con più lucidità di quella parte, assente alle ultime amministrative, che ha risposto al segnale da televendita dell'EX premier nell'ultimo faccia a faccia.
Fanno ridere anche quei 3 deputati del partito dell'EX premier che si sono ritrovati per pestare Tremaglia, senza il cui impegno per il voto degli italiani all'estero saremmo 1-1.
Chissà cosa succederà ora.

Comunque qui a Cremona (Italia)  non si fanno i mandolini, si fanno i VIOLINI che suonano a Vienna, fatti con il legno della Valle di Fiemme, e che Americani e Giapponesi vengono a comprare per un sacco di soldi.


Postato da: riberio a 12:55 | link | commenti

lunedì, 10 aprile 2006

Tra i miei supportati c'è una new entry: l'università di Udine. Perché? Perché organizza da 3 anni corsi di Friulano.
Il rettore Honsell, che è quello di "che tempo che fa", dice:

E per il futuro? Fantascienza prevedere la nascita di un corso di laurea interamente in friulano? "...A mio avviso non si può fare di più di quanto non si stia già facendo. Resta il fatto però che in un mondo dove è stato calcolato che tra trent'anni si parleranno circa tremila lingue in meno, i dialetti devono essere in qualche modo tutelati e valorizzati. E credo che le Università, anche in altre regioni d'Italia, siano gli enti adatti per svolgere al meglio questo difficile compito".


Certe volte l'italia è strana, e bella.



(Udine)

Postato da: riberio a 13:02 | link | commenti

Krucco is better

1 ZURICH Switzerland 108.2 108.0

2 GENEVA Switzerland 108.1 107.9
3 VANCOUVER Canada 107.7 107.4
4 VIENNA Austria 107.5 107.4
5 AUCKLAND New Zealand 107.3 106.5
6 DUSSELDORF Germany 107.2 107.0
7 FRANKFURT Germany 107.0 106.8
8 MUNICH Germany 106.8 106.7
9 BERN Switzerland 106.5 106.4
9 SYDNEY Australia 106.5 106.4
11 COPENHAGEN Denmark 106.2 106.2
...
51 MILAN Italy 99.6 99.4
...
(ancora più in basso roma, e un pelin più in basso baghdad)

Alla faccia di Giorgio Rocca.


Postato da: riberio a 12:52 | link | commenti

martedì, 04 aprile 2006

Berlusconi offende:
"Non possono esserci
così tanti coglioni
che votano sinistra"

GRANDE!
per fortuna che ci da una mano lui


^___^

Postato da: riberio a 13:18 | link | commenti (3)

lunedì, 03 aprile 2006

Clown...



ai clown:
-al circo
-alle festine
-negli ospedali, per strappare un sorriso a chi sta male
-nelle piazze
-da bruno vespa

No ai clown:
-a palazzo chigi

Postato da: riberio a 22:03 | link | commenti