"We have to learn of better ways to keep the sovereign at bay"

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Utente: riberio
Nome: Filippo Rebessi

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lunedì, 30 maggio 2005

Racconto ideale per andare a dormire:

PADOVA - Voleva "purificarla" dal demonio: una mamma ha strappato a morsi l'orecchio della figlia di otto anni: "Era Satana: dovevo portarla in Paradiso con me". E' stata arrestata per maltrattamento di minore, piantonata nel reparto psichiatrico dell'ospedale di Padova. E' una dominicana di 40 anni, vive in Italia insieme al suo primo figlio di sedici anni. Dal marito, un artigiano padovano, si è da poco separata; vivono nello stesso appartamento ma separati da un muro.

I vicini di Gazzo Padovano l'hanno vista l'ultima volta ieri mattina, in chiesa, nella basilica di Monte Berico, a seguire la messa. Dicono che fosse una "donna esemplare che ha sempre vissuto per i figli". Forse è stata la separazione dal marito: ieri pomeriggio, le urla della bambina hanno spinto l'ex marito a chiamare la Polizia. Barricata dietro la porta c'era Marisol Tomacin che ripeteva frasi poco comprensibili e sua figlia sanguinante che piangeva disperata.

La bimba è stata operata: l'intervento, durato un paio d'ore, è riuscito: i medici le hanno ricomposto il padiglione auricolare, risagomandolo: è stata già dimessa. Sua madre è stata arrestata. La donna, al momento del fermo, stringeva la Bibbia tra le mani e prima di farsi portar via ha voluto benedire la lettiga. Marisol è originaria di Santo Domingo e nessuno, nel tranquillo paese di Gazzo Padovano, vuole crede a quello che è successo: "Era una brava donna - spiega un anziano del paese che abita proprio a due passi dalla famiglia - mi sembrava una persona con la testa sul collo. Adesso dicono che fosse una fanatica religiosa ma io non me ne sono mai accorto".

Che figata, è roba da film.

(l'ho preso da repubblica.it)

Postato da: riberio a 23:22 | link | commenti

Il papa invita i sacerdoti a illuminare le menti della popolazione cattolica e laica sui referendum.
Io non la vedo come una cosa totalmente negativa.
Ogni tanto ci vuole un bel promemoria sul cosa è bene e cosa è male.
Soprattutto in un tempo come il nostro in cui è facile confondersi, in cui la benevolenza verso il cattolicesimo ai più può sembrare anche auspicabile, quando i cardinali si schierano contro la guerra e per la solidarietà locale ed internazionale, quando ci viene mostrata la sofferenza di un anziano malato in diretta TV ricordandoci di colpo che dobbiamo morire prima o poi.
Per fortuna ogni tanto questi stessi figuri si tolgono da quella linea di ambiguità (percepita) e si riportano nella loro propria e consona linea di assolutismo e di ingerenza in tutta quella sfera di cose che non dovrebbero riguardarli: la (libera) vita civile e la ricerca scientifica.

Dico quindi grazie al Papa: c'è tutta una schiera di persone che non sa se stare di qua o di la. Con i suoi interventi contribuisce a tracciare più nettamente il confine tra libertà e schiavismo intellettuali.
Ole!

Postato da: riberio a 11:28 | link | commenti (2)

La biblioteca di cremona ha un sito.
http://www.bibliocremona.it/index.htm

Non lo sapevo.

Postato da: riberio a 09:12 | link | commenti (1)

sabato, 28 maggio 2005

Seppure io rimanga del parere personalissimo che il ciclismo sia uno sport praticato nella stra grande maggioranza dei casi da dopati, oggi lo ringrazio di esistere.
Che tappa.

Postato da: riberio a 17:59 | link | commenti (4)

martedì, 24 maggio 2005

Stamani grande impresa: passeggiata fino alle poste al boschetto e ritiro pacco di peso 10 Kg. Si tratta dei miei nuovi sci: Volkl P60 Slalom Carve. Provengono da Rabbi, e sono davvero belli. Il ritorno lo volevo fare in Bus, ma da questo punto di vista (e forse non solo) il boschetto è decisamente isolato. Mi toccava perdere un'ora alla fermata; ero anche dell'idea di farlo, ma poi ho realizzato che avevo appoggiato il mastodontico pacco nell'erba. Di fare inumidire inutilmente gli sci non ne avevo nessuna voglia. Allora li ho caricati in spalla e ho affrontato il ritorno nuovamente a piedi. La motivazione ha cancellato la fatica, che si è fatta sentire solo nel finale.
Complessivamente sono soddisfatto, ma avrei una gran voglia di provarli questa estate.
Vedremo: tutto dipende dagli esami e dai denari poco abbondanti.

Postato da: riberio a 12:12 | link | commenti

sabato, 14 maggio 2005

Ogni volta che ascolto Jealous Guy di John Lennon si può dire che ottenga una gamma di sensazioni di differente natura.
Da un lato rievoco la fanciullezza, perché la canzone è colonna sonora di uno dei film più pregnanti degli anni 90, per quanto sia stato concepito nell'89: "Senti chi parla". Il significato della parola "pregnante" può essere inteso nelle molteplici accezioni che sottende; tuttavia, senza volerlo giudicare, è indubbio che questo film sia stato un preludio morale alla decade 90, che, volente o nolente, è stata fondamentale nella mia crescita.
Dall'altro riconosco d'essere anch'io un geloso.



Postato da: riberio a 10:05 | link | commenti (6)

martedì, 10 maggio 2005

Credo sia passata praticamente a tutti, nei mesi precedenti, una mail in cui si invitava al boicottaggio di Nestlé; più o meno recitava: Nestlé batte cassa in Etiopia esigendo 6
milioni di dollari come risarcimento dal paese più affamato del mondo.
E' una storia vecchia, ma che è riemersa ed ha fatto velocemente il giro tra newsletter di "Noglobal", preti e associazioni per il bene collettivo.
Per dovere di cronaca, riporto il seguito che la vicenda ha avuto nel 2002.
Nestlé-Etiopia: contenzioso risolto Ha trovato una soluzione il contenzioso che opponeva Nestlé all'Etiopia per l'espropriazione di una fabbrica nel 1975. Nestlé riceverà 1,6 milioni di dollari (invece dei 6 richiesti), che devolverà per la lotta alla fame. Addis Abeba si è detta pronta a pagare l'indennizzo ridotto. Non appena avrà ricevuto il denaro, Nestlé lo metterà a disposizione per l'obiettivo indicato, ha fatto sapere lunedì la multinazionale con sede a Vevey (VD). Se l'Etiopia dovesse versare una somma più cospicua, essa sarebbe interamente versata per la lotta contro la fame.

Ricominciate pure a comprare Nesquik.

Postato da: riberio a 13:44 | link | commenti (4)

lunedì, 09 maggio 2005

Walker Texas Ranger mi ha dato un importante spunto di riflessione sul repubblicano americano. Si vedevano tre vecchi nonni gioire per la condanna a morte dello stupratore assassino, dopo il trionfo di Walker. Mi sono detto: che bel mondo, bello quadrato.
Io rilancio: non voglio condanne a morte, mi basta che le cose filino secondo il giusto verso. Ergo: in cucina poche invenzioni, il giusto equilibrio di condimenti, aceto solo se necessario e nel caso lo sia, che sia balsamico; niente diavolerie etniche, diamine. Dico pasta asciutta nei modi tradizionali, anche con le verdure, ma niente olio piccante, niente aglio. Una spruzzata di grana la accetto, ma in generale andiamoci piano coi formaggi: una volta a settimana, non di più. Piuttosto, carne rossa.
Non so quanto sia conveniente stabilire un metro di vita conservatore (per quanto virtuoso) per me che porto i capelli ricci e lunghi, ma diamine, certe volte il bisogno di qualche rigidità tradizionalista si fa sentire per tutti.


Postato da: riberio a 21:46 | link | commenti (5)

domenica, 08 maggio 2005

Cremona: la conca di disperazione respiratoria.
E' mai possibile che quando i prati sono in fiore, il cielo è blu e il cuore si rasserena per la stagione calda che incombe, qui, in bassa padana, i pioppeti propaghino nell'aere un fluido assassino a cui sono allergico? Occhi gonfi e lacrimanti, raffreddore, mal di testa e un po' di congiuntivite che non guasta mai si materializzano non appena il sottoscritto entra nel raggio cremonese, dandomi l'aria di un innamorato in pena che continua a piangere, quando io moralmente sono invece decisamente a posto. Il bello è che appena ne esco per andare all'università, passata Villanova D'arda, i problemi svaniscono. Ecco perché cremona è una conca disperata metereologicamente, essendo costruita adiacente a un acquitrino paludoso (il lungo po) dove dominano l'insetto e, nel sottobosco dei pioppeti, la camporella vigliacca.


Postato da: riberio a 08:10 | link | commenti (3)

sabato, 07 maggio 2005

Sono davvero un incontenbile motore di pensieri: è già tempo di riflessione numero 2.
E questa volta riguarda un argomento spinosissimo, che ha a che fare con una delle discipline più nobili mai concepite, perlomeno nei tempi moderni.
Sto parlando della disciplina montana, in senso lato.
A me, che opto per la montagna dovendo scegliere tra mare e montagna, e che sono un esordiente promettente della materia, fanno tendenzialmente e generalmente schifo gli snowboarders. Sentenza netta, motivata da una percezione: lo snowboarder è convinto che i pendii su cui cerca di fare scorrere la sua tavola siano dei parchi giochi. Poco importa che si tratti di piste battute o di cumuli di neve fresca. Lui non ragiona, si fuma una jumba sulla seggiovia e poi in nome del freestile si butta giù e fa le sue evoluzioni, che sono il suo modo di esprimersi. Ride della cadute sul culo, ogni tanto torna in pista dopo escursioni in powder e si pavoneggia come un vero stronzo col suo branco di pseudo avanguardisti. Lo snowboarder si crede interprete illuminato di un nuovo modo di divertirsi, e se ne vanta. In realtà non è per niente diverso da un normalissimo sciatore, che la montagna d'estate non sa neanche cosa sia, e che scia perché, dopo tutto, è ancora una cosa da gente per bene. Però lui, lo snowboarder, ha il vizio di sentirsi furbo più degli altri.
Quindi, ogni volta che vedo uno snowboarder col mento sul ghiaccio, rido, e gli suggerisco di scansarsi alla svelta.


Postato da: riberio a 14:44 | link | commenti (1)

La mia prima riflessione riguarda senza dubbio la musica che ascolta la gente.
Oddio, che razza di troiate mi tocca ascoltare certe volte. Ma soprattutto è l'inadeguatezza alle circostanze correnti che riesce a rendere certi pezzi mitici assolutamente insopportabili; e così capita che mentre vai in università in macchina anche un pezzo da 90 si trasformi in un fastidio. Si badi: il pezzo di per sè è una bomba, ma cosa me lo metti su se non ha senso in questo momento?
Oggi è sabato pomeriggio e c'è un sole da spavento, le pareti spesse delle case conciliano il fresco all'interno senza bisogno di condizionamento dell'aria. La vitalità non è stimolata particolarmente: la digestione incombe e non c'è vento. Dentro c'è fresco, come già ribadito, e fuori il sole picchia, il mood non può che essere di ozio riflessivo.
Quindi, la canzone adatta ora è:  Give me a reason, dei Portishead.

Postato da: riberio a 14:12 | link | commenti

Le mie precedenti esperienze di blog si sono tutte concluse male, probabilmente perché non credo nei blog. Piuttosto mi affascina l'idea di una vetrina di me stesso, da cui anche la plebe più misera possa recepire giusto un pizzico di quanto sono mastodontico, adorabile, intelligente, da seguire.
Sì. Davvero.

A presto,

Riberio


Postato da: riberio a 14:04 | link | commenti (3)